Vitamine in pillole: attenzione agli eccessi.

Che il troppo stroppia lo si sa da tempi immemori, ma che tale precetto popolare potesse valere anche per le scoperte scientifiche di ultima generazione lascia stupiti.

Stiamo parlando della iper-supplementazione vitaminica, ovvero di un’assunzione di vitamine che superi il quantitativo giornaliero raccomandato. Così come una carenza vitaminica può causare danni significativi alla salute (per esempio, l’anemia sideropenica, ovvero una mancanza di ferro, è la carenza nutrizionale maggiormente diffusa al mondo) anche il sovradosaggio di alcuni micronutrienti (nella fattispecie le vitamine) può rivelarsi dannoso.

Il senso comune ci ha portati a pensare che più vitamine si assumono meglio è; in questa ottica di pensiero si è sviluppato un enorme business basato sulla produzione e la commercializzazione di multiconcentrati vitaminici in pillole.

Questi preziosi micronutrienti (il sostantivo “vitamina” indica proprio una molecola di vitale importanza), ideati da Madre natura e presenti in abbondanza in frutta e verdura (in quantità meno significative anche in altri alimenti) sono invece ricreati sinteticamente per quanto riguarda gli integratori alimentari in commercio. È bene specificare che, nonostante le vitamine naturali e le loro corrispettive forme di sintesi siano le stesse, all’interno del nostro organismo seguono comportamenti differenti. Per esempio, le vitamine non idrosolubili (per esempio la vitamina A, vitamina liposolubile), se assunte nella loro forma naturale ed in eccesso riescono ad essere smaltite dal nostro organismo che, grazie a complicati passaggi biochimici, è in grado di produrne una corrispettiva forma idrosolubile facilmente eliminabile con le urine. Tutto ciò non accade con le vitamine di sintesi che assunte in surplus rimangono in circolo e i cui effetti dannosi incominciano ad essere esaminati. Tra gli studi che sembrerebbero confermare la tesi spicca quello condotto dal Dr. Tim Byers dell’Università del Colorado il quale ha dedicato vent’anni della sua attività professionale proprio a questo argomento.

Dai dati raccolti emergono verità che lasciano poco spazio a qualsiasi dubbio: un eccesso di betacarotene sintetico è correlabile all’aumentata incidenza di cancro ai polmoni, la vitamina E di sintesi, invece, causerebbe un incremento del tumore alla prostata negli uomini mentre l’acido folico (forma di sintesi dei folati) sarebbe concausa dello sviluppo di tumori al colon. Attenzione anche ad una assunzione esagerata di altri micronutrienti non vitaminici quali i minerali nella loro forma di sintesi; una assunzione eccessiva di Selenio è riconducibile all’insorgenza di alcune forme di tumori della pelle.

La soluzione migliore? Procurarsi vitamine e minerali necessari al mantenimento della salute da fonti naturali e ricorrere alla pillola solo in caso di reale necessità e sotto direttiva medica.