BIOMECCANICA PALESTRA: ESECUZIONE O CARICHI ELEVATI?

BIOMECCANICA PALESTRA: ESECUZIONE O CARICHI ELEVATI?
Vota il post

In questo articolo voglio guidarti tra le migliori strategie necessarie per ottenere il massimo beneficio dagli esercizi che fai in palestra.

Quello che imparerai da questo articolo ti permetterà di raggiungere grandi risultati a partire da domani: muscoli più tonici, più forti e più grossi, in base al tipo di allenamento che stai seguendo.

Ovviamente devi essere munito della tua scheda palestra e delle macchine necessarie ad allenarti.

Sei pronto? Cominciamo!

UN PRINCIPIO CHE TI AIUTERA’ A CONSAPEVOLIZZARE IL POTENZIALE DEI TUOI MUSCOLI: RISULTATI ASSICURATI

“La biomeccanica è l’applicazione della fisica meccanica agli organismi viventi ed analizza il comportamento delle strutture fisiologiche quando sono sottoposte a sollecitazioni statiche o dinamiche.”

In altre parole, la biomeccanica (che è un ramo della fisica e della biologia) studia come il tuo fisico reagisce alle sollecitazioni a cui è sottoposto durante l’allenamento.

Conoscere e sfruttare la biomeccanica umana è fondamentale per ottimizzare al meglio gli esercizi che si svolgono in palestra. Spesso si sente dire che sia più importante l’esecuzione di un esercizio che il carico sollevato.

Sei d’accordo? IO SI.

Vuoi conoscere la biomeccanica del tuo organismo così da sfruttare al 100% tutti gli esercizi che fai in palestra?

In questo articolo voglio farti conoscere tutti i segreti per sfruttare al massimo le qualità che il tuo fisico già possiede, ma che tu non sai ancora di avere.

Innanzitutto è importante sapere uno dei più importanti principi dell’allenamento: occorre allenare il proprio corpo in maniera armonica e senza tralasciare nessun segmento dell’apparato locomotore: arti superiori (braccia), tronco (busto) e arti inferiori (gambe). Si parla allora di livellamento atletico.

ESERCIZI – BIOMECCANICA – LEVE ARTICOLARI

Per capire come portare la biomeccanica dalla tua parte ci sono alcuni concetti chiave da conoscere, tra cui quello di leva articolare:

Una leva articolare è una struttura costituita schematicamente da una o più articolazioni  ed i muscoli, passando a ponte su questa/e, ne determinano il movimento.

Come si capisce, però, se un esercizio coinvolge una o più leve articolari dal punto di vista motorio?

Occorre osservare semplicemente il movimento che compie il peso durante l’esecuzione dell’esercizio:

  • l’esercizio coinvolge una leva articolare quando il peso compie un arco di circonferenza (esempio panca Larry Scott)
  • l’esercizio coinvolge più leve articolari quando il peso compie movimenti lineari (esempio distensioni alla panca piana).

Un altro concetto importante da inserire è quello di leva dal punto di vista fisico:

Una leva è una macchina semplice costituita da un segmento rigido, che giro intorno a un punto fisso chiamato fulcro. Lungo il segmento rigido vengono applicate due forze: la potenza e la resistenza.

Durante gli esercizi in palestra, il fulcro è rappresentato dall’articolazione coinvolta nel movimento, la resistenza è rappresentata dal manubrio/bilanciere e la potenza dal tendine (tessuto connettivo che collega il muscolo alle ossa).

Una leva può essere:

  • 1° tipo: il fulcro è in posizione intermedia tra la potenza e la resistenza
  • 2° tipo: la resistenza è in posizione intermedia tra il fulcro e il punto di applicazione della potenza
  • 3° tipo: il punto di applicazione della resistenza si trova tra il fulcro e il punto di applicazione della resistenza.

1

COME SFRUTTARE A PROPRIO VANTAGGIO LA BIOMECCANICA DEGLI ESERCIZI NEL BODYBUILDING

Consideriamo un movimento monoarticolare (quindi che ruota intorno ad una sola articolazione). La caratteristica principale della biomeccanica di questi tipi di esercizi è quella di possedere una traiettoria ad arco di circonferenza non corrispondente, perciò, al sollevamento effettivo del peso.

Per “sollevamento” si intende lo spazio verticale percorso dal peso. Se l’esercizio viene svolto a velocità costante, il lavoro prodotto nei primi 60° dalla posizione di partenza è uguale a quello prodotto negli ultimi 30° quindi, negli ultimi 30°, la potenza erogata è doppia (punto c, 60°-90°. Potenza erogata in a + potenza erogata in b = potenza erogata in C).

2

Una volta superata la posizione di 90°, l’andamento del sollevamento è opposto a quello registrato tra la posizione 0° e 90°. Quindi traendo le conclusioni: i punti in cui la potenza erogata è doppia (quindi più utile dal punto di vista della biomeccanica degli esercizi monoarticolari) si trova tra le coordinate 60° e 120°.

Durante il percorrimento di questi punti, il tessuto muscolare dovrà necessariamente esprimere una potenza maggiore rispetto agli altri punti.

3

Prendiamo un esempio pratico: l’esercizio in figura si chiama CURL BILANCIERE IN PIEDI. Si può osservare da questa immagine la posizione iniziale e finale di questo esercizio.

Il bilanciere parte e arriva nei cosiddetti “angoli morti”, passando però da quei punti in cui la potenza è doppia. E’ consigliato eseguire questo esercizio con la schiena attaccata alla parete così da non far intervenire i muscoli del dorso per arrivare alla posizione finale.

4

Esiste un esercizio molto simile a questo la cui unica differenza consiste nel partire con il bilanciere già nella posizione di 60° rispetto al terreno, obbligando il muscolo ad esercitare la “potenza doppia” fin da subito eliminando tutti gli “angoli morti” di cui parlavamo prima.

L’esercizio in questione è il CURL BILANCIERE ALLA PANCA LARRY SCOTT.

5

LIBRI BIOMECCANICA

Se vuoi maggiori informazioni a riguardo ti consiglio la lettura di questo libro: “Biomeccanica degli esercizi fisici” di Alfredo Stecchi.

  • Matteo Cherubini

    Ottimi consigli! Ottimo articolo!